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"Paese mè, 'n te pozze mai scurdà ...".Le semplici, toccanti parole della celeberrima canzone popolare abruzzese "Paese mè", del M.o Antonio Di Jorio, sono l'espressione più genuina per descrivere il profondo ed indissolubile vincolo affettivo che lega ogni uomo, per tutta la sua esistenza, al paese natio.

Questo sito è dedicato a tutti gli abruzzesi che vivono lontano dalla loro terra e si propone, per quanto possibile, di offrire loro le immagini più significative dei luoghi in cui hanno visto la luce e mosso i primi passi.
     
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Serramonacesca (280 m. s.l.m.)
 
Serramonacesca
 

Il paesino di Serramonacesca (280 m. s.l.m. e circa 620 abitanti nell'ambito comunale) sorge, circondata da boschi e uliveti, alle falde settentrionali della Majella, nei pressi del fiume Alento.

Tutta la storia del borgo è strettamente legata alle vicende dell'antichissima abbazia benedettina di S. Liberatore a Majella, che dista appena 2 km dal centro abitato e rappresenta una delle chiese medievali più importanti della regione.

Serramonacesca, la cui etimologia significa, appunto, serra dei monaci, è stata più volte danneggiata da violenti terremoti e, verso la fine del '400, fu colpita anche da una terribile pestilenza che falcidiò soprattutto la popolazione delle contrade.

Il territorio comunale, compreso nell'area del Parco Nazionale della Majella, è un autentico 'scrigno' che custodisce tesori di altissimo valore storico-artistico, come la già citata abbazia di S. Liberatore, le rovine di Castel Menardo, l'eremo di S. Onofrio, le tombe rupestri di S. Giovanni e i ruderi del borgo fortificato di Polegra, di origine longobarda. Particolarmente suggestivo il corso del fiume Alento nei pressi dell'abbazia di S. Liberatore, con le acque che percorrono brevi tratti sotterranei e riaffiorano con fragorose piccole cascate.

Abbazia di S. LIBERATORE A MAJELLA
(Da cartellonistica Regione Abruzzo - Settore Turismo)
La chiesa benedettina, posta in posizione isolata ai piedi della Majella ed immersa in un suggestivo scenario naturale, rappresenta il più antico esempio di organismo medievale d'Abruzzo.
Il primitivo impianto, esistente con il monastero già nell'anno 856, era una dipendenza dell'abbazia di Montecassino e fu distrutto dal terremoto del 990.
Il tempio fu riedificato, agli inizi dell'XI secolo, dal monaco Teobaldo, che rinnovò sia la zona absidale sia la parte inferiore della facciata.
L'attuale schema basilicale triabsidato, frutto di ulteriori trasformazioni intervenute nel corso dei secoli, è a tre navate, suddivise da pilastri e coperte da capriate lignee, in sostituzione dell'originario soffitto cassettonato. All'interno della chiesa si ammirano parte del pregevole pavimento a mosaico del '200 e alcuni brani di affreschi risalenti al XIII secolo. Esternamente, tangente allo spigolo destro, si erge il maestoso campanile quadrato, databile al primo trentennio del XII secolo.

CASTEL MENARDO
(Da cartellonistica Regione Abruzzo - Settore Turismo)
La fortezza ha origini medievali e fu edificata, intorno al XII-XIV sec., sulla vetta di un colle dominante la valle dell'Alento raggiungibile solo a piedi, a difesa dell'abbazia benedettina di San Liberatore a Majella. La sua vita fu molto breve perchè risulta già distrutta sul finire del XV secolo.
La rocca, dalle imponenti mura e con due torri circolari, è di impianto triangolare, mentre in una estremità si innesta un corpo quadrangolare. Il suo carattere difensivo è evidenziato sia dai due portali di accesso che dalle numerose arciere poste lungo le cortine.
L'incantevole ambiente che circonda Castel Menardo contribuisce a conferire alla fortezza un aspetto particolarmente suggestivo.

EREMO DI S. ONOFRIO
(Da cartellonistica Regione Abruzzo - Settore Turismo)
on molta probabilità sorse come luogo di ritiro per i monaci di S. Liberatore e successivamente divenne una grangia della Badia, dove venivano curati gli interessi agricoli e pastorali della stessa.
Non esistendo documenti che consentano una sua datazione certa, si presume che il luogo di culto sia nato tra l'XI e il XIV secolo, l'epoca più significativa per la Badia e per l'attività religiosa in tutta la Majella.
Ancora oggi, il 12 giugno, è tradizione recarsi all'eremo, posto a 700 m. di altitudine, percorrendo l'aspro sentiero di roccia sul quale, secondo la leggenda, il Santo avrebbe lasciato impresse le proprie impronte.

Non è possibile pubblicare le immagini degli interni delle chiese di questa località perchè la Diocesi di Chieti-Vasto ha negato l'autorizzazione.
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Ruderi di Castel Menardo(XII-XIV sec.),Eremo di S. Onofrio(XI-XIV sec.),Abbazia di
S. Liberatore a Majella(IX-XI sec.),Tombe Rupestri(VIII-IX sec.?),Fiume Alento
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Serramonacesca
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