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"Paese mè, 'n te pozze mai scurdà ...".Le semplici, toccanti parole della celeberrima canzone popolare abruzzese "Paese mè", del M.o Antonio Di Jorio, sono l'espressione più genuina per descrivere il profondo ed indissolubile vincolo affettivo che lega ogni uomo, per tutta la sua esistenza, al paese natio.

Questo sito è dedicato a tutti gli abruzzesi che vivono lontano dalla loro terra e si propone, per quanto possibile, di offrire loro le immagini più significative dei luoghi in cui hanno visto la luce e mosso i primi passi.
 
 
 
 
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Gli antichi luoghi della Fede

L’aspro territorio abruzzese (65% montuoso e il restante 35% prevalentemente collinare) custodisce un patrimonio ricchissimo di chiese, basiliche, abbazie, santuari, eremi, monasteri, conventi risalenti ad epoche storico-artistiche diverse e, pertanto, caratterizzati da una straordinaria varietà di stili architettonici. La maggior parte di essi conserva tesori di valore inestimabile (affreschi, amboni, bassorilievi, altari lignei, ecc.), in parte ancora sconosciuti al grande pubblico.

Oltre alle maestose chiese e basiliche racchiuse tra le mura delle numerose città d’arte, spiccano:

  • gli storici complessi abbaziali di origine medievale che caratterizzano l’area pedemontana e montana della provincia pescarese [abbazia di S. Clemente a Casauria (IX sec.), con il celeberrimo portico dell'abate Leonate, a Castiglione a Casauria; abbazia cistercense di S. Maria di Arabona (XII sec.) a Manoppello Scalo; abbazia benedettina di S. Liberatore a Majella (IX-XI sec.), con pregevole pavimento a mosaico del '200, a Serramonacesca; abbazia di S. Bartolomeo (X sec.) a Carpineto della Nora; abbazia di S. Maria del Lago (X-XII sec.), che custodisce il pregevole ambone realizzato nel 1156 dal celebre Nicodemo, a Moscufo], alcune zone interne del teramano [abbazia di S. Maria di Propezzano (VIII-IX-XIII-XIV sec.) a Morro D'Oro; abbazia di S. Clemente al Vomano (IX-XII sec.), con magnifico portale e stupendo ciborio del XII sec. eretto sull'altare dalla celebre bottega di Ruggiero e Roberto, a Notaresco,; abbazia di S. Maria di Ronzano (XII sec.) a Castel Castagna] e costiere del chietino [abbazia di S. Giovanni in Venere (XI-XII sec.) a Fossacesia];
  • i suggestivi ed inaccessibili eremi [S. Bartolomeo in Legio (XIII sec.), S. Spirito a Majella (XII sec.), S. Onofrio (XI-XIV sec.), S. Giovanni all'Orfento, ecc.], incastonati nella dura roccia della selvaggia Majella - venerata nell’antichità come Montagna-Madre e definita dal Petrarca “Domus Christi” - alcuni dei quali ricordano l‘esperienza mistica dell‘umile eremita Pietro da Morrone, il futuro papa Celestino V;
  • gli antichi conventi e monasteri, sparsi un pò ovunque sul territorio regionale, che in alcuni casi si distinguono per la loro straordinaria bellezza [convento di S. Angelo d'Ocre (1242), monastero fortificato di S. Spirito d'Ocre (1222)];
  • le piccole e semplici chiese "tratturali", che rappresentavano i luoghi di sosta e di preghiera dei pastori durante il loro faticoso andirivieni dagli alti pascoli montani abruzzesi al pianeggiante Tavoliere delle Puglie e viceversa;
  • i numerosi Santuari, tra i quali sono sicuramente da ricordare il celebre Santuario di S. Gabriele dell'Addolorata, a Isola del Gran Sasso, che è uno dei 15 luoghi di culto più visitati al mondo, e il Santuario del "Volto Santo" di Manoppello, dove viene custodita la famosa reliquia che, assieme alla Sacra Sindone di Torino, raffigurerebbe la vera effige di Cristo.

Purtroppo parte di questo straordinario patrimonio artistico-religioso è stato gravemente danneggiato dal catastrofico terremoto che il 6 Aprile 2009 ha colpito L'Aquila, città d'arte di incommensurabile bellezza, e molti altri meravigliosi piccoli centri limitrofi, che conservano tesori di valore inestimabile (un esempio per tutti può essere rappresentato dalla duecentesca piccola chiesa di S. Maria ad Cryptas a Fossa - che la nota trasmissione televisiva "Voyager" ha reso celebre per averla collegata all'avvincente storia dei Templari -, il cui interno è ricoperto da uno straordinario ciclo di affreschi considerato uno dei più importanti cicli pittorici del Duecento abruzzese).

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