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"Paese mè, 'n te pozze mai scurdà ...".Le semplici, toccanti parole della celeberrima canzone popolare abruzzese "Paese mè", del M.o Antonio Di Jorio, sono l'espressione più genuina per descrivere il profondo ed indissolubile vincolo affettivo che lega ogni uomo, per tutta la sua esistenza, al paese natio.

Questo sito è dedicato a tutti gli abruzzesi che vivono lontano dalla loro terra e si propone, per quanto possibile, di offrire loro le immagini più significative dei luoghi in cui hanno visto la luce e mosso i primi passi.
     
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I MUSEI DI ATRI:

Il Museo Archeologico Civico Capitolare "De Galitiis - De Albentiis – Tascini"

 

Il Museo, ospitato nei palazzi De Galitiis-De Albentiis e Tascini, donati al Capitolo Concattedrale di Atri allo scopo specifico di "accrescere il decoro ed il lustro della città di Atri", si compone attualmente di queste prime sezioni, allestite tra il 2002 e il 2003 con diversi finanziamenti messi a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo - Chieti e dal Comune di Atri.

Sala 1: Collezione V. Rosati

La prima sala è un omaggio alla figura e all’opera dell’ing. Vincenzo Rosati, direttore dell’antica Scuola di Arti e Mestieri dell’Orfanotrofio di Atri. Dalla fine dell’800 egli, su incarico di Edoardo Brizio direttore del Museo Archeologico di Bologna e degli scavi governativi fino al territorio abruzzese, dedicò la sua attività di studioso di archeologia agli scavi nella zona di Atri e in territori limitrofi, provvedendo alla raccolta dei numerosi materiali ivi recuperati. In una grande vetrina quadripartita sono oggi sistemati numerosi reperti di diversa provenienza, in alcuni casi purtroppo ignota (ariballos, laghynos, kantharos, balsamari, ecc.). Gli altri materiali provengono dai territori di Atri (anelli di collana, pendagli di varie forme e tipologie, bracciali, armille, spade, punte di lancia, ecc.); Penne (punte di giavellotto, fibule in bronzo, bacile in bronzo, bracciale a spirale, ecc.); Arsita, ex Bacucco (fibula in bronzo, arula); dal tempio italico di Colle S. Giorgio, presso Castiglione Messer Raimondo (antefissa a palmette, lastra di rivestimento, antefissa a potnia theron, cornice di frontone).

Sala 2: Sezione preistorica

La seconda sala, dedicata alla Preistoria del territorio abruzzese, illustra i manufatti di cui si sono serviti gli uomini primitivi, dal Paleolitico (circa 300.000 anni a.C.) fino ad arrivare alla prima età del Ferro (ca. 1000 - 750 a.C.). Sono state realizzate riproduzioni di oggetti di diversa natura, mentre le testimonianze archeologiche del territorio di Atri provengono dagli scavi dell’insediamento di Colle Maralto, che risale alla fine dell’età del Bronzo e agli inizi dell’età del Ferro: sono presenti frammenti di ceramica fine e di impasto. Nei pannelli didattici si trovano approfondimenti sulle fasi cronologiche e sulle tecniche di scheggiatura della selce, sui processi agricoli, sulla manifattura della ceramica e dei metalli.

Sala 3: Sezione protostorica

La terza sala, sicuramente la più suggestiva grazie all’esposizione di due sepolture integre scavate nei primi del ’900, raccoglie i risultati degli scavi condotti dalla Direzione degli scavi d’Antichità per l’Emilia e le Marche (estesa fino alla provincia di Teramo), con a capo Edoardo Brizio, coadiuvato fin dal 1895 da Vincenzo Rosati e Luciano Proni.                            I reperti archeologici, rinvenuti nelle 38 sepolture scavate all’epoca nelle due Necropoli di Atri di Colle della Giustizia e Pretara, furono sottoposti negli anni Settanta alle prime delicate opere di restauro. Solo 22 sono però le sepolture i cui corredi sono oggi esposti in vetrina, probabilmente appartenuti a due o tre nuclei familiari e databili intorno ai primi tre quarti del VI sec. a C. Quelli maschili sono 6, completi del tipico armamento da guerriero composto da teste di mazza, coltelli, punte di lancia, pugnali ad antenne, ecc. Le restanti sepolture, tutte femminili e infantili, sono divisibili in due gruppi numericamente equivalenti. Esse contengono fuseruole, fibule in bronzo e ferro, placche di cinturone, collari, ganci a omega, bulle, diversi tipi di pendagli a batocchio, tubicini, perle di pasta vitrea e conchiglie, contenitori ceramici di diversa forma e grandezza.

 
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I Musei di Atri
 

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